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Omega Horeca

Domande

Domande frequenti sul gestionale per ristoranti, pizzerie e bar

Sono le 15 domande che arrivano davvero, con la risposta per esteso. Dove il prodotto si ferma è scritto qui, non alla fine di una demo.

Ho duecento piatti: quanto ci metto?

Non si riscrive niente. Si apre il Word o il PDF della carta, si seleziona tutto e si incolla: il gestionale riconosce le sezioni, i piatti, le descrizioni e i prezzi — anche il piatto scritto su due righe, il prezzo all’etto e il «s.q.» — e propone gli allergeni leggendo i nomi. Quello che esce si rivede a schermo prima di salvare. Duecento piatti sono una decina di minuti, correzioni comprese.

Il mio personale non è pratico di tecnologia.

La schermata delle comande ha tre cose e basta: il tavolo, la carta divisa per sezioni e il pulsante di invio. Le varianti e le note sono dove uno se le aspetta. Non c’è un’app da installare, non c’è un dispositivo nuovo da imparare: è il telefono che ha già in tasca, e il primo servizio si può fare in parallelo al foglietto, per prendere confidenza senza rischiare la serata.

E se poi mi servono le lingue, le prenotazioni, il monitor?

Cinque lingue, ordinazione al tavolo, prenotazioni online, monitor di cucina, cassa, magazzino, food cost, HACCP, messaggi e sito sono dentro il canone. Non esiste un listino di funzioni da sbloccare, e non esistono commissioni su prenotazioni, ordini o incassi. Il prezzo del giorno in cui attivi resta quello finché resti.

Se un domani voglio andarmene?

Menu, clienti, prenotazioni, incassi, magazzino e registri HACCP si scaricano in Excel e CSV dal gestionale, in qualunque momento e senza chiedere niente a nessuno. La disdetta è un pulsante, non una raccomandata, e non ci sono penali: l’ambiente resta accessibile in lettura fino alla fine del periodo già pagato.

Quanto costa?

49 € al mese, IVA esclusa, per un locale. Il primo mese è gratis e non chiede la carta di credito; pagando l’anno si toglie il 20% dal totale. Dentro ci sono tutti i moduli e tutti gli utenti: niente costo a testa, niente costi di attivazione, nessun vincolo di durata. Il secondo punto vendita e i successivi costano metà. Sostituisce il menu digitale, la cassa, le comande, il monitor di cucina, le prenotazioni, l’HACCP e la fatturazione elettronica: oggi sono sette abbonamenti separati, circa 239 € al mese. Qui 49 € al mese, tutto compreso.

Devo riscrivere tutto il menu a mano?

No. Apri il file della carta che hai già — Word, PDF, una mail, qualunque testo — selezioni tutto e incolli. Il gestionale ne ricava sezioni, piatti, descrizioni e prezzi, riconoscendo anche i casi difficili: il piatto scritto su due righe, il prezzo all’etto, il «s.q.» del pesce del giorno. Poi rivedi a schermo e salvi. Chi preferisce può partire dalla carta d’esempio del proprio mestiere, che è già scritta con gli allergeni al posto giusto.

Gli allergeni li mette il gestionale? E se sbaglia?

Il gestionale li PROPONE leggendo il nome e la descrizione del piatto, e mostra sempre da quale parola viene ogni proposta — «glutine, per “spaghetti”». La spunta la metti tu, ed è una scelta voluta: un elenco di allergeni che compare da solo, senza dire da dove viene, nessuno lo ricontrolla, e su un allergene un errore non ricontrollato è quello che manda qualcuno in ospedale. Il dizionario conosce anche i piatti classici (carbonara, tiramisù, vitello tonnato) e le eccezioni che ingannano — il latte di cocco non è latte, la noce di cocco non è frutta a guscio.

Serve comprare palmari o tablet per le comande?

No. La schermata delle comande si apre dal browser del telefono che i camerieri hanno già, con lo stesso indirizzo del gestionale e la loro password. Il monitor di cucina è una pagina web: va bene qualunque tablet, anche vecchio, e si lascia aperta. Se hai già un registratore telematico o una stampante di comanda, si collegano; se non li hai, non servono per cominciare.

Quanto costa, e ci sono commissioni sugli ordini?

49 € al mese per un locale, IVA esclusa, con dentro tutto: menu digitale in cinque lingue, ordinazione al tavolo, comande, monitor di cucina, prenotazioni, cassa, magazzino, food cost, HACCP, messaggi e sito. Il primo mese è gratis e non chiede la carta; pagando l’anno si toglie il 20%. Non c’è nessuna commissione su prenotazioni, ordini o incassi: il link è tuo. Le uniche commissioni che pagherai sono quelle della banca o di Stripe sui pagamenti con carta, che sono di chi incassa e non nostre.

I clienti devono scaricare un’app per vedere il menu?

No, e non devono nemmeno registrarsi. Inquadrano il QR con la fotocamera e si apre una pagina web, leggera, che funziona anche con una linea lenta. Chi non vuole usare il telefono deve poter leggere lo stesso: il gestionale stampa la carta impaginata e l’elenco degli allergeni su foglio, che è anche quello che la norma chiede di avere a disposizione.

Posso far ordinare i clienti dal tavolo senza perdere il controllo?

Sì, ed è una scelta tua. L’ordine dal QR può partire diritto in cucina oppure arrivare in sala e aspettare un tocco di conferma. Si accende per tutto il locale o solo per certi tavoli, e si spegne nelle serate in cui preferisci il servizio classico. In ogni caso l’ordine porta con sé il numero del tavolo, perché è il QR di quel tavolo ad averlo dentro.

Funziona per una pizzeria? E per un bar?

Sì, e non è lo stesso prodotto con un’etichetta diversa: la pizzeria apre con le pizze classiche e speciali, la partita del forno e i turni della sera; il bar apre con la colazione, i panini e l’aperitivo, e con il bancone al posto dei tavoli. Ci sono anche trattoria, pub, gelateria e pasticceria, agriturismo, sushi e poke, e il profilo di chi fa solo asporto. Quello che si sceglie il primo giorno si cambia dopo.

Che cosa succede ai miei dati se smetto?

Restano tuoi e te li porti via. L’export in Excel e CSV di menu, clienti, prenotazioni, incassi e magazzino si scarica dal gestionale quando vuoi, anche durante la prova e anche dopo la disdetta. Non c’è un formato proprietario e non c’è una penale: si disdice da una pagina, e l’ambiente resta leggibile fino alla fine del periodo pagato.

Il food cost come lo calcola?

Dalla ricetta: ogni piatto si collega alle materie prime del magazzino con le quantità e la percentuale di scarto, che è la parte che quasi nessuno conta — un carciofo pagato al pezzo, pulito, ne lascia il 40%. Il costo della porzione si ricalcola da solo ogni volta che cambia il costo di un ingrediente, e accanto al prezzo di carta vedi il margine vero. I semilavorati sono ricette dentro le ricette, quindi il ragù lo scrivi una volta sola.

Posso avere più locali?

Sì. Ogni locale è un ambiente a sé, con il suo database, il suo menu e la sua cassa, e si passa dall’uno all’altro da un menu in alto senza rifare l’accesso. I prezzi del secondo locale in poi sono ridotti; le persone del team si invitano con i permessi che decidi tu, modulo per modulo.

Non c’è la tua?

Le guide entrano nel merito di ogni adempimento

HACCP, allergeni, corrispettivi, food cost — e a scriverle è chi ha scritto il software. Se la domanda resta, si risponde in italiano dal lunedì al venerdì.