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Omega Horeca

Norme e obblighi

Allergeni nel menu: i 14 da dichiarare e come si scrivono

I 14 allergeni dell’Allegato II, dove vanno scritti perché valgano, e le tre cose che fanno prendere una multa anche a chi li ha messi.

6 minuti di lettura Aggiornata al 21 settembre 2026

In breve

  • Gli allergeni da dichiarare sono 14, fissati dall’Allegato II del Reg. UE 1169/2011: non sono un elenco che si sceglie.
  • L’informazione deve essere SCRITTA e disponibile prima che il cliente ordini: «lo chieda al cameriere» da solo non basta.
  • «Può contenere tracce di» non sostituisce la dichiarazione: è un’aggiunta volontaria, e messa su tutto non protegge nessuno.

Dal dicembre 2014 l’informazione sugli allergeni non riguarda più soltanto i prodotti confezionati: vale anche per il piatto che esce dalla cucina, per la pizza al taglio e per il panino del bar. La norma è il Regolamento UE 1169/2011, e l’articolo che riguarda chi somministra è il 44, quello sugli alimenti non preimballati.

La parte che si sbaglia più spesso non è l’elenco — quello si copia — ma il MODO: dove sta scritto, chi può leggerlo e quando. Un menu con gli allergeni scritti benissimo su un foglio dentro un cassetto è, per chi controlla, un menu senza allergeni.

01I 14 allergeni, uno per uno

Sono quelli dell’Allegato II del Regolamento. L’elenco è chiuso: non si aggiungono e non si tolgono voci a piacere, anche se un cliente è intollerante a qualcos’altro.

AllergeneCosa comprende (in breve)
Cereali contenenti glutineGrano, segale, orzo, avena, farro, kamut e i loro ibridi
CrostaceiGamberi, scampi, astice, granchio e prodotti a base di crostacei
UovaUova e prodotti a base di uova, maionese compresa
PescePesce e prodotti a base di pesce, colatura e garum compresi
ArachidiArachidi e prodotti a base di arachidi
SoiaSoia e derivati, salsa di soia compresa
LatteLatte e derivati, lattosio compreso; burro, panna, formaggi
Frutta a guscioMandorle, nocciole, noci, anacardi, pistacchi, noci pecan, del Brasile, del Queensland
SedanoSedano e prodotti a base di sedano, dadi e fondi compresi
SenapeSenape e prodotti a base di senape
Semi di sesamoSemi di sesamo e prodotti a base di semi di sesamo
Anidride solforosa e solfitiIn concentrazioni superiori a 10 mg/kg o 10 mg/l: vino, aceto, frutta secca
LupiniLupini e prodotti a base di lupini, farine comprese
MolluschiVongole, cozze, polpo, calamari, seppie e derivati
Allegato II del Reg. UE 1169/2011.

02Dove va scritto perché valga

L’informazione deve essere disponibile prima che il cliente decida e deve essere in forma scritta. Vanno bene il menu, una lavagna, un raccoglitore sul tavolo o un cartello ben visibile; non va bene la sola parola del personale.

  • Sul menu, accanto a ogni piatto: è la soluzione che regge sempre, anche quando in sala c’è un ragazzo al primo giorno.
  • Con una legenda numerata o a simboli, purché la legenda stia sulla stessa pagina o su una pagina che il cliente ha davanti.
  • Su un documento cartaceo o digitale a portata di mano, richiamato da un avviso scritto e visibile («Le informazioni sugli allergeni sono nel raccoglitore a disposizione su ogni tavolo»).
  • Sul menu digitale che si apre dal QR: è scritto a tutti gli effetti, purché il locale abbia anche un modo di darlo a chi non ha il telefono.

03Le tracce, e perché metterle su tutto non serve

«Può contenere tracce di» è un’indicazione volontaria: riguarda la contaminazione accidentale, non gli ingredienti. La legge non la impone e non la vieta, ma chiede che non sia fuorviante.

Scriverla su ogni piatto — la formula «la nostra cucina tratta tutti gli allergeni» — è comodo e inutile: al celiaco che chiede se può mangiare quella pasta non dice niente, e a chi controlla dice che non hai guardato. Le tracce si dichiarano dove il rischio c’è davvero: la stessa friggitrice, lo stesso tagliere, la stessa impastatrice.

04Cosa si rischia

Le sanzioni per le violazioni del Reg. 1169/2011 in Italia sono nel D.lgs. 231/2017. L’omissione delle indicazioni obbligatorie — e gli allergeni lo sono — è la fattispecie più pesante: si parla di migliaia di euro, e la forbice esatta dipende da cosa viene contestato.

05Come si tengono aggiornati senza rifare il menu ogni volta

  1. 1

    Parti dalla ricetta, non dal piatto

    Gli allergeni stanno negli ingredienti: se scrivi la distinta di un piatto una volta, il giorno che cambi la panna con quella di soia sai già cosa cambia nel menu.

  2. 2

    Fatti proporre, non scrivere da solo

    Un elenco compilato in automatico dal nome del piatto è un elenco che nessuno ha guardato. Proposto e confermato da una persona è un elenco di cui qualcuno risponde.

  3. 3

    Controlla le etichette dei fornitori a ogni consegna

    Le ricette industriali cambiano senza avvisare: la stessa salsa può guadagnare la senape da un lotto all’altro.

  4. 4

    Fai una prova da cliente

    Apri il menu come lo vede chi si siede: se per trovare gli allergeni devi cercarli tu che li hai scritti, non li troverà nessuno.

Con Omega

Come li gestisce Omega Horeca

  • Ogni piatto ha i suoi allergeni, PROPOSTI dal nome e dagli ingredienti e confermati da te: il gestionale non li scrive mai da solo.
  • Il menu pubblico li mostra accanto al piatto e li traduce nella lingua scelta dal cliente.
  • Chi ha una ricetta collegata vede subito quali piatti cambiano quando cambia un ingrediente.
  • La stampa del menu porta la legenda completa, con la riga di legge già scritta.

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Dubbi

Domande frequenti

Posso scrivere solo «chiedere al personale»?
No, da solo non basta: l’informazione deve essere disponibile in forma scritta. Un avviso che rimanda a un documento scritto — e che il documento ci sia davvero, aggiornato — è un’altra cosa e regge.
Il menu con il QR code vale come menu scritto?
Sì: è un supporto scritto a tutti gli effetti. Serve però che il locale sappia servire anche chi non ha uno smartphone o non ha campo, con un menu cartaceo o un tablet di sala.
Devo dichiarare gli allergeni anche sull’asporto?
Sì. Per il cibo confezionato sul posto su richiesta del consumatore l’informazione va fornita lo stesso: sull’imballaggio, su un’etichetta attaccata o su un documento che accompagna la consegna.
Gli intolleranti al lattosio contano come allergici?
Il latte è nell’elenco e va dichiarato comunque. L’intolleranza non è un’allergia, ma per la dichiarazione la voce è la stessa: chi la legge decide da sé.

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