In breve
- Il nome del piatto resta in italiano: è un nome proprio, ed è anche quello che il cliente ordinerà a voce.
- Si traduce la descrizione, cioè gli ingredienti: è lì che il cliente straniero decide.
- Sugli allergeni la traduzione non è una cortesia: una parola sbagliata può mandare qualcuno al pronto soccorso.
Ogni menu turistico italiano ha almeno un mostro: «pasta with sauce of the house», «grilled sword fish», «cheese and pepper». Non fanno ridere soltanto: fanno sembrare improvvisato un locale che magari cucina benissimo.
La regola che risolve quasi tutto è una: i nomi dei piatti non si traducono, le descrizioni sì. Tutto il resto viene dietro a questa.
01Cosa non si traduce
«Spaghetti alla carbonara», «ossobuco», «saltimbocca», «cacio e pepe» sono nomi propri di piatti. Tradurli produce mostri e, peggio, toglie al cliente la parola con cui ordinare. Un inglese che legge «cheese and pepper» poi al tavolo dice «cheese and pepper», e il cameriere non capisce.
| In menu | Sotto, la descrizione |
|---|---|
| Spaghetti alla carbonara | Cured pork cheek, pecorino cheese, egg and black pepper |
| Ossobuco alla milanese | Slow-braised veal shank with saffron risotto |
| Cacio e pepe | Pecorino romano and black pepper |
| Fritto misto di paranza | Deep-fried small fish and squid from the day’s catch |
02Cosa si traduce, e come
- Le sezioni: antipasti, primi, secondi, contorni, dolci. Qui la traduzione è fissa e va imparata una volta (starters, first courses, main courses, side dishes, desserts).
- Le descrizioni: sono l’elenco degli ingredienti, e vanno tradotte con i nomi che un anglofono riconosce.
- Gli allergeni e le diciture di legge: surgelato, bonifica preventiva, coperto e servizio.
- Le note di servizio: orari, ultime ordinazioni, se accetti carte.
03Le parole del menu in inglese
Le voci che tornano su quasi ogni menu, con la traduzione che un cliente inglese o americano si aspetta di leggere. Dove britannici e americani dicono due cose diverse, ci sono tutte e due.
| Cotture | In inglese |
|---|---|
| Alla griglia | Grilled |
| Al forno | Baked (pane, pasta, dolci) / Roasted (carne, verdure) |
| Fritto | Fried, deep-fried |
| Saltato in padella | Pan-fried, sautéed |
| In umido, in casseruola | Stewed |
| Brasato | Braised |
| Al vapore | Steamed |
| Crudo | Raw |
| Affumicato | Smoked |
| Marinato | Marinated |
| Al sangue / media cottura / ben cotto | Rare / medium / well done |
| Ingredienti | In inglese |
|---|---|
| Carne | Meat |
| Manzo / vitello / maiale / agnello | Beef / veal / pork / lamb |
| Pollo | Chicken |
| Guanciale | Cured pork cheek |
| Pesce | Fish |
| Pesce spada / branzino / orata | Swordfish / sea bass / sea bream |
| Gamberi / calamari / polpo | Prawns (UK), shrimp (US) / squid / octopus |
| Cozze / vongole | Mussels / clams |
| Pepe / peperoncino | Black pepper / chilli |
| Pomodoro / melanzane / zucchine | Tomato / aubergine (UK), eggplant (US) / courgette (UK), zucchini (US) |
| In sala e in fondo al menu | In inglese |
|---|---|
| Coperto | Cover charge |
| Servizio | Service charge |
| Il conto | The bill (UK), the check (US) |
| Piatto del giorno | Dish of the day, today’s special |
| Menu fisso | Set menu |
| Prodotto surgelato | Frozen product |
| Prezzo all’etto | Price per 100 g |
| Acqua naturale / frizzante | Still / sparkling water |
| Vino della casa | House wine |
04Gli allergeni: l’unica parte che non ammette approssimazioni
| Italiano | Inglese |
|---|---|
| Glutine | Gluten |
| Crostacei | Crustaceans |
| Uova | Eggs |
| Pesce | Fish |
| Arachidi | Peanuts |
| Soia | Soya (UK), soy (US) |
| Latte | Milk |
| Frutta a guscio | Nuts |
| Sedano | Celery |
| Senape | Mustard |
| Semi di sesamo | Sesame seeds |
| Anidride solforosa e solfiti | Sulphur dioxide and sulphites |
| Lupini | Lupin |
| Molluschi | Molluscs |
05Quante lingue servono davvero
Italiano e inglese coprono quasi tutto. La terza lingua si sceglie guardando chi entra: tedesco sul Garda e in Alto Adige, francese al confine ovest, spagnolo nelle città d’arte. Cinque lingue fatte male valgono meno di due fatte bene.
Prima di pubblicare una lingua
- Fai leggere il menu a un madrelingua, anche solo a un cliente abituale
- Controlla le diciture di legge, non solo i piatti
- Verifica che i nomi dei piatti siano rimasti in italiano
- Controlla i prezzi: il separatore decimale cambia da lingua a lingua
Prima di scegliere un menu digitale, guarda se le lingue sono comprese o si pagano a parte: è una delle voci che fanno crescere il canone senza che si veda subito. Come leggere un listino e fare il conto del primo anno è spiegato nella guida al prezzo di un gestionale per ristorante.
Con Omega
Come le fa Omega Horeca
- Le traduzioni si generano dal gestionale, senza servizi a pagamento e senza mandare il tuo menu a nessuno.
- Il nome del piatto resta in italiano: si traducono sezioni e descrizioni, che è quello che serve a chi legge.
- Il sistema dichiara quanto ha coperto di ogni frase: dove non arriva, lo dice invece di inventare.
- Le correzioni scritte a mano non vengono più sovrascritte da nessuna rigenerazione.


