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Omega Horeca

Norme e obblighi

Temperature di conservazione degli alimenti: la tabella per il registro HACCP

Metà delle tabelle in rete cita il DPR 327/80 come se nulla fosse, e l’altra metà inventa i «due anni» di conservazione dei registri. Ecco i numeri con la loro fonte, e i limiti che il tuo piano deve fissare da sé.

9 minuti di lettura Aggiornata al 29 settembre 2026

In breve

  • Le temperature di riferimento per un ristorante vengono da tre fonti: il Reg. CE 853/2004 per carni e pesce, il D.Lgs. 110/1992 per i surgelati (−18 °C), e le tabelle del DPR 327/80, che è stato abrogato nel 2021 ma resta il riferimento usato da piani di autocontrollo e ASL.
  • Un frigorifero unico per tutto va tenuto al valore più basso fra quelli di ciò che contiene: se ci metti il macinato, sono +2 °C.
  • La legge non fissa né quante volte al giorno si rileva la temperatura né per quanti anni si tengono i registri: li decide il tuo piano di autocontrollo, e l’ASL controlla che siano adeguati.

Il **registro delle temperature** è la parte del piano HACCP che l’ispettore guarda per prima, perché si confronta con il termometro in un minuto. Per compilarlo servono due numeri per ogni frigorifero e congelatore: la temperatura massima (o l’intervallo) accettabile, e cosa fai quando la lettura esce da lì.

Qui trovi le **temperature di conservazione degli alimenti** in una tabella, con la norma da cui ogni cifra viene. Con un’avvertenza che molte pagine non fanno: il DPR 327/1980, da cui arrivano quasi tutte le cifre sui piatti pronti e sui latticini, è stato abrogato dal D.Lgs. 27/2021 (art. 18), con una clausola che fa salve alcune sue disposizioni di esecuzione. Quali, il testo non lo dice. Nella pratica le sue temperature restano il riferimento dei manuali e dei controlli; qui le trovi segnate come tali.

01La tabella: frigorifero

AlimentoTemperatura massimaFonte
Carni macinate+2 °CReg. CE 853/2004, All. III, Sez. V, Cap. III
Frattaglie+3 °CReg. 853/2004, All. III, Sez. I, Cap. VII
Pollame e conigli+4 °CReg. 853/2004, All. III, Sez. II, Cap. V
Preparazioni di carne (salsiccia, spiedini, carne condita)+4 °CReg. 853/2004, All. III, Sez. V, Cap. III
Carni fresche di bovino, suino, ovino+7 °CReg. 853/2004, All. III, Sez. I, Cap. VII
Pesce fresco, crostacei e molluschi cottivicina a quella del ghiaccio in fusione, cioè intorno a 0 °C, sotto ghiaccioReg. 853/2004, All. III, Sez. VIII, Cap. VII
Latte pastorizzato, panna, yogurt, formaggi freschi, ricottada 0 a +4 °CDPR 327/80, All. C, parte II (riferimento)
Burroda +1 a +6 °CDPR 327/80, All. C, parte II (riferimento)
Dolci con panna o crema pasticciera, gastronomia con gelatina+4 °CDPR 327/80, art. 31 (riferimento)
Piatti cotti da servire freddi (arrosti, roast-beef), paste fresche ripiene+10 °CDPR 327/80, art. 31 (riferimento)
Uova in guscionessuna cifra: temperatura «preferibilmente costante» e adatta alla conservazioneReg. 853/2004, All. III, Sez. X, Cap. I
Il Reg. 853/2004 si rivolge agli stabilimenti di produzione e non si applica direttamente al commercio al dettaglio e ai ristoranti (art. 1, par. 5): per un locale è il riferimento che l’ASL si aspetta di ritrovare nel piano, non una norma che ti sanziona da sola. «Riferimento» indica le cifre del DPR 327/80, abrogato nel 2021 con salvezza parziale.

02Congelatore, surgelati e piatti caldi

AlimentoTemperaturaFonte
Surgelati−18 °C o meno in tutti i punti del prodotto; tollerate brevi risalite fino a +3 °C nel trasporto e nei banchiD.Lgs. 110/1992, art. 4
Carni congelate, macinato congelato−18 °CReg. 853/2004, All. III, Sez. V, Cap. III
Prodotti della pesca congelati−18 °C in ogni parte della massaReg. 853/2004, All. III, Sez. VIII, Cap. VII
Pesce da servire crudo (bonifica)−20 °C per almeno 24 ore, oppure −35 °C per almeno 15 ore, in ogni parteReg. 853/2004, All. III, Sez. VIII, Cap. III, parte D
Piatti cotti da servire caldi (mantenimento)da +60 a +65 °CDPR 327/80, art. 31 (riferimento)
Il trattamento del pesce crudo, con l’avviso da scrivere in menu, è spiegato nella guida al pesce crudo e all’abbattimento.

Per il raffreddamento dopo la cottura la norma europea non dà numeri: il Reg. CE 852/2004 (All. II, Cap. IX, punto 6) chiede di raffreddare «il più rapidamente possibile» fino a una temperatura che non provochi rischi. Le coppie di valori che si leggono in giro — da tanti gradi a tanti gradi in tante ore — vengono da linee guida e manuali, non da una legge. Il tuo piano deve fissarne una e dire con cosa la ottieni (abbattitore, porzioni piccole, bagno di ghiaccio); se non sai quale scrivere, chiedi all’ASL o al consulente che ha redatto il manuale quale valore usano nella tua regione.

Lo stesso vale per la temperatura al cuore in cottura: per legge non c’è un valore generale per la ristorazione. L’unica cifra europea riguarda i parassiti del pesce, dove la cottura vale come bonifica se il cuore supera i 60 °C per almeno un minuto (Reg. 853/2004, All. III, Sez. VIII, Cap. III, parte D).

03Quante volte si misura, e per quanto si tiene il registro

DomandaCosa dice la normaCosa fare in pratica
Quante rilevazioni al giorno?Nessun numero: le procedure di sorveglianza devono essere «efficaci» (Reg. 852/2004, art. 5). La Comunicazione UE 2022/C 355/01 chiede una frequenza tale da accorgersi in tempo delle anomalie.Almeno una lettura all’apertura, di solito una seconda a fine servizio. Scrivi la frequenza nel piano e rispettala.
Serve il termometro che registra?No. Nei locali piccoli basta un termometro di minima e massima (Comunicazione 2022/C 355/01, All. I).Il min/max ti dice se di notte il frigo è salito: leggilo e azzeralo a ogni rilevazione.
Registrare ogni lettura o solo le anomalie?Nelle piccole imprese la Comunicazione UE ammette di registrare solo le anomalie, se il piano lo prevede.Chiedi alla tua ASL se lo accetta: molte si aspettano comunque il registro compilato.
Per quanto conservare i registri?«Per un periodo adeguato» (Reg. 852/2004, art. 5). Unica cifra: almeno un anno per le registrazioni della temperatura dei surgelati (Reg. CE 37/2005, art. 2).Tieni almeno un anno per tutto, di più se il piano o l’ASL lo chiedono. I «due anni» che si leggono spesso non hanno una fonte normativa.

04Quando la temperatura è fuori soglia

  1. 1

    Rimisura

    Con un termometro a sonda sul prodotto, non solo sul display del frigo: il display misura l’aria vicino alla sonda, non il cuore del cibo.

  2. 2

    Decidi cosa fare della merce

    Pochi gradi per poco tempo: si sposta in un altro frigo e si usa per prima. Molti gradi o tempo non noto, soprattutto per macinato, pesce e creme: si scarta. La regola va scritta nel piano prima che succeda.

  3. 3

    Sistema la causa

    Porta, guarnizione, frigo troppo pieno, merce calda messa dentro, sbrinamento: chiama il tecnico se serve.

  4. 4

    Scrivi tutto

    Lettura, ora, cosa hai fatto della merce e della macchina, chi l’ha fatto. È la non conformità che l’ispettore vuole vedere chiusa.

Prima del prossimo controllo

  • Ogni frigorifero e congelatore ha nel registro la sua soglia, scelta sull’alimento più delicato che contiene.
  • I termometri sono tarati o confrontati con uno di riferimento, e la data è scritta.
  • Il piano dice quante volte si misura e il registro lo rispetta.
  • Ogni lettura fuori soglia ha accanto l’azione correttiva.
  • I registri dell’ultimo anno si ritrovano in pochi minuti.

Con Omega

Come lo gestisce Omega Horeca

  • Ogni frigorifero, congelatore o banco è un punto di controllo con la sua soglia minima e massima, scelta da te: il gestionale non impone numeri che valgono per un altro locale.
  • La lettura si scrive dal telefono in pochi secondi; se è fuori soglia, la nota con l’azione correttiva è obbligatoria e la riga non si salva senza.
  • Ogni rilevazione porta data, ora reale e chi l’ha fatta, e il registro mensile si scarica pronto da mostrare all’ispezione, insieme a pulizie, merce in arrivo e non conformità.
  • Il resto del piano è spiegato nella guida ai [registri HACCP del ristorante](/guide/haccp-ristorante-registri); il modulo lo trovi nella [pagina di Omega Horeca](/#moduli).

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Dubbi

Domande frequenti

A che temperatura va tenuto il frigo di un ristorante?
Dipende da cosa contiene: +2 °C per la carne macinata, +3 °C per le frattaglie, +4 °C per pollame, preparazioni di carne, latticini freschi e dolci alla crema, +7 °C per le carni fresche. Un frigo che contiene prodotti diversi va tenuto al valore più basso.
Il DPR 327/80 è ancora in vigore?
È stato abrogato dal D.Lgs. 27/2021, art. 18, che però fa salve le disposizioni di esecuzione di alcuni articoli della legge 283/1962 senza elencarle. Le sue tabelle di temperatura restano il riferimento dei piani di autocontrollo e dei controlli, ma non sono più una norma che si possa citare come certa.
Per quanto tempo si conservano i registri HACCP?
La legge dice «per un periodo adeguato» (Reg. CE 852/2004, art. 5). L’unica durata scritta è almeno un anno per le registrazioni di temperatura dei surgelati (Reg. CE 37/2005). Tieni almeno un anno per tutto e verifica con la tua ASL se chiede di più.
Quante volte al giorno va registrata la temperatura dei frigoriferi?
Nessuna norma fissa un numero: lo decide il piano di autocontrollo, con una frequenza che ti permetta di accorgerti in tempo di un guasto. Nella prassi si misura almeno all’apertura e spesso anche a fine servizio.
A quanti gradi vanno tenuti i piatti caldi in attesa di servizio?
Fra +60 e +65 °C, secondo l’art. 31 del DPR 327/80 che resta il riferimento usato. Sotto i 60 °C il piatto va servito subito o raffreddato rapidamente e conservato in frigo.

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