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Omega Horeca

Conti e margini

Menu engineering: stelle, cavalli, enigmi e cani

Due assi, quattro caselle, quattro mosse diverse. E la regola del 70% che evita di condannare mezzo menu.

5 minuti di lettura Aggiornata al 21 settembre 2026

In breve

  • Gli assi sono due: quante porzioni vende un piatto e quanto margine lascia ognuna.
  • La soglia delle vendite è il 70% della media, quella del margine è la mediana: due scelte che hanno un motivo preciso.
  • La matrice dice dove guardare, non cosa fare: la mossa la decidi tu, ma è diversa in ciascuna casella.

La matrice nasce nel 1982 da Michael Kasavana e Donald Smith, ed è ancora lo strumento più usato per capire quali piatti tenere in carta. L’idea è semplice: un piatto non si giudica dal margine e nemmeno da quanto vende, ma dai due numeri insieme.

La parte che quasi tutte le spiegazioni saltano è dove si mettono le soglie. Se le sbagli, la matrice ti dice che tutto è un cane o che tutto è una stella, e non serve a niente.

01I due assi

margine di contribuzione = prezzo netto − food cost

Quanto lascia ogni porzione venduta, prima dei costi fissi.

L’altro asse è la popolarità: quante porzioni sono state vendute nel periodo. Va preso da quello che è uscito dalla cucina, non da quello che il cuoco ricorda.

02Le due soglie, e perché sono quelle

La soglia delle vendite è il 70% della media delle porzioni vendute per piatto. Se usassi la media secca, in un menu con cinquanta voci quasi tutto finirebbe sotto: la regola del 70% è la correzione classica che rende il taglio ragionevole.

La soglia del margine è la mediana, non la media. La mediana non si fa spostare da un’aragosta in carta: basta un piatto da cinquanta euro per alzare la media e far sembrare povero tutto il resto.

03Le quattro caselle e cosa si fa in ognuna

CasellaVendeRendeLa mossa
StellaMoltoMoltoDifenderla: posizione in carta, ingredienti sempre disponibili, prezzo che non si tocca al ribasso
CavalloMoltoPocoRipensare porzione o ingrediente, o alzare il prezzo di poco: chi lo ordina spesso continuerà a ordinarlo
EnigmaPocoMoltoSpostarlo in alto, riscrivere la descrizione, farlo consigliare in sala: quasi sempre è un problema di visibilità
CanePocoPocoToglierlo, o cambiarlo davvero. Occupa una riga del menu e una voce di magazzino

04I tre errori che rendono l’analisi inutile

  1. 1Mischiare le sezioni. Antipasti e secondi non si confrontano: un antipasto vende sempre meno di un primo. La matrice si fa dentro la stessa famiglia di piatti.
  2. 2Periodi troppo corti o stagionali. Un mese di agosto non dice niente su un menu d’inverno. Trenta giorni sono il minimo, e vanno confrontati con periodi simili.
  3. 3Food cost vecchio. Se i costi non sono aggiornati, il margine è inventato e la matrice sposta i piatti nella casella sbagliata.

05Cosa cambia nella carta, in pratica

  1. 1

    Metti le stelle dove si guarda

    In cima alla sezione e in fondo: sono le due posizioni che l’occhio prende per prime. Il centro dell’elenco è il posto in cui un piatto sparisce.

  2. 2

    Riscrivi gli enigmi

    Spesso il problema è il nome: «filetto» vende più di «medaglione», e una descrizione che nomina un ingrediente riconoscibile vende più di un aggettivo.

  3. 3

    Correggi i cavalli con la porzione

    Prima di alzare il prezzo, guarda quanto ne esce dal piatto: cinque grammi di meno su un piatto che vende cento porzioni valgono più di un rincaro.

  4. 4

    Togli i cani e riduci la carta

    Un menu più corto si cucina meglio, si compra meglio e si legge meglio. Le carte lunghissime sono la prima causa di magazzino fermo.

Con Omega

Come la calcola Omega Horeca

  • La matrice si costruisce sulle comande vere del periodo, non su una stima.
  • Le due soglie sono scritte in chiaro nella schermata: sai sempre perché un piatto è finito in quella casella.
  • Ogni quadrante porta il consiglio corrispondente, e i piatti senza ricetta sono elencati a parte.
  • Il margine è in euro e in percentuale insieme, così nessuno dei due inganna da solo.

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Dubbi

Domande frequenti

Su quanti giorni si fa l’analisi?
Trenta giorni è il minimo per avere numeri stabili; novanta sono meglio se il locale ha molta stagionalità. Confronta periodi simili: agosto con agosto, non agosto con novembre.
Cosa faccio con un piatto senza ricetta?
Non ha un costo, quindi non ha un margine e non può entrare nella matrice. Compare comunque nell’elenco con il suo venduto: è il promemoria di quale ricetta scrivere per prima.
Meglio alzare i prezzi o ridurre le porzioni?
Dipende dal piatto. Su un cavallo molto venduto, un ritocco al prezzo passa spesso inosservato; su un piatto già caro, ridurre la porzione si nota subito ed è il modo più rapido di perdere il cliente.
La matrice vale anche per le bevande?
Sì, e spesso è lì che si trovano i margini. Trattale come una famiglia a parte: confrontare un caffè con un secondo di pesce non dice niente.

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